Il Dilemma della Plastica

Il Dilemma della Plastica

Negli ultimi tempi, la produzione e la vendita di cosmetici di origine naturale sono aumentate vertiginosamente e, di conseguenza, anche i contenitori in cui conservarli. Negli stessi anni, però, si sono moltiplicati anche gli allarmi sull’inquinamento ambientale dovuto alle nostre cattive abitudini di smaltimento degli imballaggi di plastica. Ed è proprio il segmento della cosmesi naturale a trovarsi bloccato in un dubbio amletico: proteggere l’ambente - come vorrebbe la sua vocazione dichiaratamente green - o proteggere al meglio i prodotti, garantendo loro un packaging sicuro e resistente?

Le confezioni che sono a diretto contatto con il prodotto devono assolvere a numerosi compiti: proteggere il contenuto, consentirne un utilizzo pratico e semplice, riportare le informazioni richieste dalle normative vigenti, rispondere a precise esigenze di marketing; nel caso dei cosmetici green, oltre a tutti questi requisiti, si aggiunge quello dell'ecosostenibilità.

Chiaramente la protezione del contenuto ha la priorità su tutto, specialmente in un ambito come la cosmesi naturale certificata, che esclude l’utilizzo dei più comuni conservanti sintetici; purtroppo, non tutti i materiali hanno la medesima capacità di garantire un’efficace barriera contro umidità, ossigeno, CO2 e le altre contaminazioni dell’ambiente esterno. Per i cosmetici - oltre al vetro o, in alternativa, all’alluminio - si utilizzano quindi materiali di origine plastica quali PET (Polietilene tereftalato), PP (Polipropilene) e PE (Polietilene), che garantiscono una buona protezione del loro contenuto pur essendo privi di ftalati, BPA o altri materiali simili e problematici; per la loro atossicità, questi materiali vengono regolarmente impiegati anche nell’industria alimentare. 

L’ampio ricorso a contenitori in plastica nel campo della cosmesi (e non solo) deriva da una serie di caratteristiche peculiari: sono leggeri, difficili da deformare, molto elastici, possono assumere qualunque forma o design e si possono riciclare; inoltre, grazie ai grandi sviluppi della ricerca, offrono una protezione sempre migliore. Possibile che non esistano alternative più "eco" ma altrettanto efficienti?

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