I quattro massaggi anti-cellulite più richiesti e performanti.

I Fantastici 4

La pelle a buccia d'arancia è un tema sempre attuale nei centri estetici, e viene declinato con opzioni di trattamento anche molto diverse tra loro. Tra queste, i massaggi sono senz'altro nella top list delle scelte in cabina. Ma quali sono i più efficaci?

Quando dobbiamo decidere quale sia il trattamento più adeguato per aiutare la nostra cliente nella sua lotta contro la cellulite, la prima cosa da fare è osservare attentamente come si presenta la sua pelle e cercare di identificare a che stadio si trovi l’inestetismo. Ne distinguiamo quattro, dal meno grave al più grave, e, per riconoscerli, possiamo servirci del “test del pizzicotto”, che consiste nel pizzicare delicatamente tra il pollice e l’indice una porzione abbastanza larga di coscia per verificare se si formano delle “ammaccature”, ovvero quella superficie bucherellata che chiamiamo comunemente "buccia d'arancia". Queste irregolarità compaiono quando le cellule di grasso sottocutaneo, che hanno forma sferica, riescono ad attraversare i tessuti connettivi; se il tessuto è  particolarmente debole, aumentano le probabilità che si verifichi questo fenomeno. 
Dal momento che l'apide impedisce al sangue di circolare correttamente nei tessuti, le aree interessate sembrano anche più fredde al tatto: ciò significa che anche il metabolismo lavora più lentamente. Ecco perché la maggior parte dei metodi anti-cellulite lavora, prima di tutto, per migliorare la circolazione sanguigna.

PRESSOTERAPIA 
Per la pressoterapia ci si serve di un’apparecchiatura formata da uno speciale paio di pantaloni (lunghi dal busto fino ai piedi). I programmi di trattamento sono diversi e, a seconda dell’azienda produttrice, possono variare anche molto gli uni dagli altri. 
Le camere d’aria dei pantaloni vengono gonfiate seguendo uno schema ben preciso, generando un massaggio intensivo che coinvolge la circolazione linfatica e mette in moto i processi metabolici. L’azione intensiva del massaggio sui tessuti connettivi è la parte cruciale del trattamento: permette di “disintossicare” e attivare fortemente i tessuti, tanto che i suoi effetti sulla pelle sono visibili già dopo una manciata di sedute. Di solito si parte con programmi il cui obiettivo è lo smaltimento delle sostanze di scarto; nelle sedute successive, si passa poi a programmi specifici per il trattamento della cellulite e il rinforzo dei tessuti connettivi. Per ottenere dei risultati significativi, si consiglia di impostare un ciclo di trattamenti di almeno dieci sedute con cadenza settimanale.

LINFODRENAGGIO
In caso di ritenzione idrica, un trattamento molto utile - e adatto anche a chi soffre di vene varicose - è il linfodrenaggio.
Indipendentemente da quale sia la zona da trattare, il linfodrenaggio manuale va iniziato sempre dai linfonodi del collo, che rappresentano uno snodo particolarmente importante per la circolazione linfatica. Fatto questo, si può passare direttamente all'area interessata dall'inestetismo. Il metodo di Emil Vodder, uno degli ideatori del linfodrenaggio, prevede l’impiego di quattro movimenti di base: movimenti circolari (o "a cerchi fermi"), movimenti a pompaggio (o di "tocco a pompa"), movimenti a frizione erogatrice (o "erogatori") e movimenti rotatori. Questi vanno adattati all’area corporea trattata ma, generalmente, vanno eseguiti ciascuno per cinque volte sullo stesso punto. La pressione esercitata deve essere molto dolce. 
Sulla coscia si lavora muovendosi verso i linfonodi dell'inguine, che devono essere trattati nella fase iniziale. Anche qui, come nel collo, si trovano molti linfonodi cruciali per la circolazione linfatica, in particolare degli arti inferiori. Un altro punto nevralgico è la cosiddetta "cisterna del chilo" (o "cisterna di Pecquet"), principale punto di raccolta della linfa che arriva dagli arti inferiori. Si trova nell’area dell’ombelico.

Scopri gli altri due massaggi superstar contro la cellulite a pagina 22 di Beauty Forum.

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