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Tutte Pazze per la Dip Manicure

Dalla sua primissima applicazione nel campo della ricostruzione unghie, l'acrilico ha conosciuto un'altalena di fortune. Scomparso dai saloni per lungo tempo, recentemente se ne sta tornando a parlare con insistenza: merito del dilagante successo del "dip system", conosciuto in Italia come "metodo a immersione”.

Quello "a immersione" è un sistema di facile esecuzione, che dona unghie leggere, forti e durature ma che, a differenza dle metodo acrilico classico, non richiede la faticosa ricerca della giusta proporzione polvere-liquido - "incubo" di moltissimi nal designer - né necessita di scultura.
Il dip system non è una scoperta recente: il metodo a immersione veniva utilizzato già negli anni Ottanta, in particolare per trattare unghie rotte o spezzate. Nell'ultimo anno e mezzo, a partire dagli Stati Uniti, il sistema è stato perfezionato fino a diventare uno standard da salone alternativo al popolarissimo smalto semipermanente, ma, come vedremo più avanti, perfetto anche per le amanti della ricostruzione e delle lunghezze extra. In cosa consiste, nel dettaglio?
Come suggerisce il nome, la tecnica prevede che il dito della cliente venga letteralmente immerso all’interno della polvere acrilica, la quale aderisce all’unghia grazie a una resina speciale precedentemente stesa sulla lamina ungueale. Sullo strato di polvere acrilica – che può essere trasparente o colorata – viene poi applicato un particolare prodotto, un “attivatore” che fissa il prodotto sull’unghia. Il risultato finale? Unghie sottili e dall’aspetto naturale, ma al tempo stesso forti e resistenti come in una ricostruzione in acrilico tradizionale. La durata? Dalle due alle tre settimane, con colore e lucentezza inalterati.

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