Le applicazioni antiage del veleno d'ape

Il Potente Dono delle Api

Cosmetici a base di veleno d'ape? Suona come qualcosa di vagamente pericoloso, ma non lo è affatto. Anzi, pare proprio che questo ingrediente naturale sia un portentoso alleato anti-età. 

Già nel ‘500, il celebre medico e alchimista svizzero Paracelsus aveva osservato che tutto, sulla Terra, è tossico; secondo lui, la discriminante è il dosaggio: è questo, infatti, a stabilire se la sostanza agirà come veleno o come medicina. Il discorso vale anche per il veleno d’ape, che condivide con certi farmaci alcuni particolari effetti sull’organismo: quando un'ape ci punge, l'area colpita si gonfia, fa male e prude, ma allo stesso tempo viene anche irrorata intensamente di sangue. È quest’ultimo effetto che ha portato la medicina e l’estetica a interessarsi all’apitossina: l’irrorazione sanguigna nei tessuti facilita la guarigione delle infiammazioni articolari e sostiene il sistema immunitario. Non a caso, attualmente la tossina viene impiegata in medicina per trattare reumatismi, malattie articolari e lesioni sportive. Alcuni trattamenti furono menzionati addirittura da Ippocrate e Plinio.

EFFETTO ANTIAGE
La particolarità el veleno d’ape è che contiene oltre 30 sostanze diverse, alcune delle quali non riproducibili in laboratorio. Di queste, 18 sono componenti biologicamente molto attivi. Tra le altre cose, il veleno d'ape contiene peptidi (particelle proteiniche) ed enzimi che, a loro volta, completano altri principi attivi, stimolando così le cellule ad attivarsi. 
Quando la pelle entra in contatto con il veleno d’ape, reagisce come se avesse incontrato la melittina (ovvero il principale componente del veleno). Si attivano, così, dei meccanismi di difesa: viene stimolata la circolazione sanguigna nell’area colpita e la cute aumenta la produzione di collagene ed elastina - ed è così che si innesca il tanto desiderato effetto antiage. Come sappiamo, collagene ed elastina sono tra i principali componenti della nostra pelle e si occupano di mantenerla tonica e di garantire la robustezza dei tessuti. Con il passare del tempo, però, il nostro organismo inizia a produrli in quantità sempre minori, rendendo la pelle meno elastica e meno soda. L’apitossina contrasta proprio questo calo di produzione.
Un ulteriore effetto della melittina è che essa si deposita nelle membrane cellulari, aprendo dei canali attraverso i quali si possono far penetrare anche altri principi attivi. La pelle appare più liscia e rilassata: grazie a questi effetti, dunque, possiamo ritenere l’apitossina una vera e propria alternativa alla tossina botulinica.

L'estrazione avviene in modo innocuo per le api. Leggi come a pagina 46 di Beauty Forum.

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